Ultime da Sollicciano

Pubblico qui il mio intervento in Consiglio Comunale del 12 dicembre 2011 dopo la relazione in Consiglio Comunale del Garante dei detenuti, On. Franco Corleone.

Era il 14 marzo scorso, quando parlammo di “carceri” da dentro il carcere di Sollicciano. Uscimmo di lì con tanti buoni propositi e personalmente con l’idea che tutto sommato qualcosa di buono avevamo fatto.
In realtà la situazione è pressoché immutata: il carcere di Sollicciano, cosi come gli altri istituti di pena, è sovraffollato, i detenuti e talvolta anche le guardie carcerarie continuano a morire principalmente per suicidio o per cause naturali che di naturale hanno in realtà molto poco.
La relazione del Garante è del 2010, ma se aggiorniamo i numeri delle presenze e delle vittime, questa situazione è attualissima.
Non sto a riportare i numeri che sono peraltro inquietanti, ma posso riassumere brevemente con un dato percentuale: il 31% degli ingressi negli istituti di pena nel 2010 è per violazione all’articolo 73 del d.p.r. 309/90 (detenzione e spaccio di stupefacenti) e il 28,49% sono soggetti tossicodipendenti. Quindi il carcere è destinato per oltre il 50% a persone penalizzate per un reato senza vittima.
Se il carcere fosse liberato dalla presenza della detenzione sociale, non ci sarebbe bisogno di costruire nuove carceri, con sperpero di denaro e il rischio di affari e tangenti per appalti fuori controllo.
In realtà la quota di criminalità più grave è rimasta sostanzialmente stabile, così pure quella dei delitti tipici del codice penale. Quella che aumenta è la criminalità di strada, o microcriminalità, quindi oltre a detenuti per reati di droga, ci sono un alto numero di stranieri e persone appartenenti alle varie criticità sociali, problemi di igiene mentale, nuove povertà e abbandoni sociali, cosicché lo strumento penale viene utilizzato in luogo dello strumento sociale. Ovvero siamo passati da uno stato sociale ad uno stato penale, violando quindi la costituzionalità delle finalità rieducativa della pena.
Ma più che denunciare questo stato di cose, e rimandare ai nostri parlamentari il compito di proporre nuove leggi, vorrei proporre cose concrete da fare già a livello locale.
Come per esempio il destinare luoghi diversi e adatti per chi è in attesa di convalida dell’arresto; strutture pubbliche o private per chi è agli arresti domiciliari, case famiglia per le detenute madri, residenze per detenuti con patologia gravi e soli senza sostegno, case della semilibertà, piccoli istituti a custodia attenuata.
Desidero concludere con una nota positiva: con l’On. Corleone e i colleghi Cruccolini e Sguanci ci siamo recati a Sollicciano per incontrare la Commissione detenuti ed una delle tante piccole ma urgenti esigenze è stata risolta: la lavatrice della sezione femminile si era rotta così mi sono personalmente impegnato per trovarne una nuova. Ora, grazie alla donazione di un privato, il sig. Coley O’Kieff della Multiline srl – che qui ringrazio
ancora -, le detenute hanno la lavatrice.

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