Ho deciso di sostenere un progetto che parte da un’iniziativa di tipo popolare, nel comunicato stampa che ho ricevuto, la frase che viene utilizzata come titolo fa venire i brividi: Macerie di democrazia. Un’espressione forte che in modo esplicito si riferisce alla situazione che da troppo tempo colpisce i cittadini dell’Aquila, ma che con molta amarezza può anche indicare quell’atmosfera plumbea e apocalittica che sta precipitando l’Italia con il volto nella polvere. Un declino politico che nel corpo martoriato di una città mostra i segni più dolorosi. Aquila anno 1 è un progetto di ricostruzione che non si ferma ai problemi di una città colpita al cuore, ma uscendo dalle logiche emergenziali che ci hanno mostrato un confine troppo labile tra intervento istituzionale e business, si rivolge a tutta la penisola con l’unica forza ancora possibile in queste giornate cosi cupe per la nostra Repubblica, quella del consenso popolare, una forza che è ancora in grado di trasformarsi in azione politica utile a mettere in sicurezza tutti i territori del nostro paese. Nel comunicato di Aquila anno 1 si legge: “l’aquila condivide con con Firenze le proprie radici: l’autodeterminazione del libero Comune, incarnata nelle strade e nelle piazze del centro che non solo ne determina la singolare bellezza, ma ne costituisce principio identitario. L’Aquila insegna che la gestione emergenziale, la cosiddetta shock economy, distrugge questo tessuto connettivo, e lo disperde nelle new town, nell’isolamento sociale, nella massificazione individualista, nella nuova agorà del centro commerciale.
Per sconfessare la propaganda a reti unificate che vuole la città pacificata e ricostruita è utile guardare video come questi:
Per dire basta alla gestione emergenziale e derogatoria che, puntualmente calata dopo ogni sciagura ambientale, sismica o idrogeologica in Italia, priva i cittadini e le rappresentanze territoriali del diritto all’autogoverno ed alle decisioni sul proprio futuro;
Per la certezza del reperimento delle somme necessarie per la ricostruzione e per la trasparenza della loro gestione;
Perché la prevenzione del rischio idrogeologico diventi finalmente una priorità nazionale;
Perché le macerie dell’Aquila sono una tristissima e concreta metafora del declino italiano e la reazione deve essere di tutti gli italiani che vogliono rialzare la testa;
FIRMA ANCHE TU
Daremo comunicazione a breve sui giorni ed i luoghi dei punti di raccolta delle firme sul territorio fiorentino
Per il testo completo della proposta di legge: www.anno1.org
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Alcune risorse video:
Sono passati 6 mesi dal terremoto quando quattro ragazzi usano un noto pezzo degli “Zero Assoluto” ribattezzandosi “Gnenti totale” e creando il “Progetto C.A.S.E.”, riferendosi ovviamente in modo polemico agli interventi del governo Berlusconi:
E’ allora il turno delle ragazze del liceo classico de L’aquila, che utilizzando musica e immaginario de “La tipica ragazza Italiana”, lo rovesciano in un gioco amaro chiamato “La tipica ragazza Aquilana”
E’ un gioco contagioso fatto sui testi della canzone popolare, un uso del linguaggio che con disperazione e forza inventiva cerca di inserirsi tra le pieghe dell’informazione di massa; i Malia, gruppo attivo all’Aquila, realizzano una cover di “Mio Fratello è figlio unico”, in questo caso la forza artistica e linguistica di Rino Gaetano rimane intatta, ma il brano ben si adatta alla situazione della città.

Ma soprattutto è la storia di “Domà” a colpire. In questa imponente, contagiosa, popolare, continua operazione spontanea di riscrittura dal basso dell’immaginario popolare dominate, gli Aquilani urlano il loro disagio; dopo il terremoto per iniziativa di Jovanotti e Mauro Pagani, esce la canzone Domani con il “brand” “Artisti uniti per l’Abruzzo” e con un testo che sfortunatamente poco c’entrava con L’Aquila. 40 ragazzi Aquilani si riappropriano del brano e ne sostituiscono integralmente il testo, ecco che il brano si trasforma in un esempio altissimo di canzone politica:
E possiamo andare avanti, tra satira e denuncia:
“Il cielo sopra Pettino West”
“Mal d’Aquila”
“L’Aquila bella mò”, spesamento, depressione e furbizie.
“La forza dell’Aquila”