Ieri in consiglio comunale ho ricordato la scomparsa di Piero Fantechi, il Rossino dei Bianchi del calcio storico. Per decenni nel periodo d’oro dei Bianchi il Rossino è stato una vera spina nel fianco delle difese avversarie, piccolo ma velocissimo e astuto riusciva con le sue serpentine a farsi gioco degli avversari fisicamente molto più dotati di lui, e segnare “cacce” che per lunghi anni, dai 60 agli 80, hanno fatto dei Bianchi la squadra da battere. Ha giocato anche col figlio Furio a cui ha lasciato il testimone. Io ho avuto la fortuna e l’onore di giocare con entrambi. Ricordo Piero in una partita fra vecchie glorie in piazza Santa Croce qualche anno fa, dopo che entrambi avevamo smesso da anni, lui e Furio di correre insieme sulla sabbia ed io benchè sempre allenato, che stentavo a stargli dietro…”
Quello del Rossino era un calcio in costume di altri tempi, meno atletico forse meno muscolare, dove il pallone correva più dell’uomo, e dove personaggi come lui potevano giocare e fare la loro parte di fronte ad altri ben più temibili per stazza e per preparazione. Mi unisco a tutto l’ambiente del Calcio Storico per esprimere il mio cordoglio alla famiglia di Piero.